EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE

EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE

GRANDE VITTORIA DEL NOSTRO STUDIO E DELL’ASSOCIAZIONE AREA 167.

EDILIZIA CONVENZIONATA: STOP ALLA SPECULAZIONE

IL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA, IN UNA CAUSA PATROCINATA DAL NOSTRO STUDIO LEGALE, CON LA SENTENZA N. 9863/2014, HA SMENITITO  IL COMUNE DI ROMA CAPITALE ED I NOTAI SUL PREZZO MASSIMO DI VENDITA E DI LOCAZIONE DEGLI ALLOGGI DI EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE.

Il Tribunale Civile  di Roma,  ha dichiarato illegittima l’elusione del cosiddetto “prezzo massimo di cessione degli alloggi di edilizia convenzionata”, norma rispettata in tutti i comuni d’Italia che però, a Roma, trova una scappatoia che consente a privati di alienare o affittare il proprio alloggio a prezzo di mercato – quando ciò per legge non é consentito.

Roma Capitale, fino ad oggi, ha avallato tali comportamenti speculativi, non applicando le sanzioni, a carico dei venditori speculatori, previste in convenzione e non aderendo nemmeno alla procedura di svincolo prevista dalla L.106/2011, con grave danno erariale per un’amministrazione in pesante deficit e sotto commissariamento.

La complessa vicenda prende il via da una “fantasiosa interpretazione” delle norme – o in alcuni casi dalla loro inosservanza – da parte dei Dirigenti dell’ufficio Edilizia sociale, costola dell’assessorato all’Urbanistica di Roma e dei notai di Roma, che hanno consentito un vero e proprio privilegio, per non dire macroscopica speculazione, ad acquirenti a prezzo sociale di appartamenti di edilizia convenzionata che si sono trasformati in breve tempo, in veri e propri immobiliaristi favoriti, ab origine dalle tariffe agevolate di acquisto dell’immobile e, in seconda battuta, dalla vendita o dalla locazione a prezzo di mercato.

La dott.sa Rossi, presidente della X sezione del Tribunale Civile di Roma, nel caso di specie ha ribadito quanto già statuito dalla Suprema Corte di Cassazione a S.U., con la sentenza n. 506/2011, ovvero che il prezzo massimo di cessione e di locazione, per gli alloggi di edilizia convenzionata, si applica anche alle vendite successive alla prima.

Conseguentemente, tutti gli atti di vendita e tutti i contratti di locazione stipulati in violazione dell’art. 35 della l. 865/1971, sono nulli per la parte eccedente il prezzo massimo previsto dalla stessa legge e dalle relative convenzioni urbanistiche.

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