NUOVO PRONUNCIAMENTO DELLA SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SULLA MATERIA DELL’EDILIZIA ECONOMICA E POPOLARE CONVENZIONATA

La Suprema Corte, con la sentenza n. 13345/2018 ha recentemente confermato “in toto” quanto già precedentemente stabilito dalle SS.UU, relativamente al rapporto tra i vincoli ex art. 35, L. 865/1971 ed il disposto dell’art. 49 bis della L. 448/1998, in particolare ribadendo che: “ … A questa soluzione le Sezioni unite sono pervenute anche valorizzando le indicazioni implicitamente scaturenti da un sopravvenuto recente intervento normativo.
Infatti, con il D.L. 13 maggio 2011, n. 70 (e, specificamente, con il suo art. 5, comma 3 bis) è stato introdotto la L. 23 dicembre 1998, n. 448, art. 31, comma 49 bis, il quale prevede oggi che il vincolo del prezzo massimo di cessione contenuto in una convenzione P.E.E.P. possa essere rimosso, a richiesta del proprietario dell’alloggio, trascorsi cinque anni dalla data del primo trasferimento, mediante una apposita convenzione stipulata con il Comune, da redigere in forma pubblica e soggetta a trascrizione, contestualmente al versamento di un corrispettivo determinato dal Comune medesimo secondo i parametri indicati nella legge.
Da tale previsione normativa emerge, dunque, con chiarezza – sempre ad avviso delle Sezioni unite – che il vincolo attinente al prezzo massimo di cessione non è affatto limitato alla sola vendita intervenuta tra il costruttore e il primo acquirente, ma segue il bene, a titolo di onere (rectius: vincolo) reale, in tutti i successivi passaggi di proprietà, persistendo fino a quando non sia stato rimosso mediante la stipula di un’apposita convenzione con il Comune.

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